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A.T.O.M.I. news n° 1





Il cibo predatore di energia




Negli ultimi 50 anni si è assistito ad una evoluzione nel campo dell'alimentazione, che non ha precedenti nella storia. Per la prima volta dalla sua comparsa sul pianeta, l'uomo può mangiare quando vuole, quello che vuole. Ma, nonostante la maggiore ricchezza di cibo, sono aumentate le patologie legate all'alimentazione: diabete e obesità. L'impatto con cibi sempre più trattati con sostanze estranee a quella che è la nostra fisiologia, impone un esame sul riscontro più frequente di manifestazioni allergiche o intolleranze alimentari.
La complessità delle manifestazioni cliniche collegate all'assunzione di alimenti o di sostanze in essi contenuti ha recentemente attivato un vasto campo d'interesse non immune da inutili controversie e confusioni legate in parte ad un uso improprio dei termini allergia ed intolleranza.
In effetti il problema delle intolleranze alimentari è ancora oggi del tutto sottovalutato e misconosciuto da buona parte della classe medica o, per meglio dire, in materia c'è ancora molta confusione.

Il termine
allergia alimentare deve infatti essere utilizzato solamente quando la sintomatologia è dovuta ad un meccanismo immunologico.Le allergie alimentari sono manifestazioni acute che seguono, a breve distanza di tempo, l'ingestione di determinati alimenti, con un effetto più o meno eclatante.
Le
intolleranze alimentari sono situazioni in cui anche se c'è un rapporto tra sintomi e assunzione di alimenti, non è dimostrata una reazione immunologica. Si tratta in ogni caso di una reazione cronica:il disturbo non è in relazione diretta all'assunzione, visto che può insorgere fino a 72 ore e oltre, dopo l'ingestione. I sintomi rivelatori di una sensibilità agli alimenti possono essere molteplici ed avere come bersaglio diversi distretti dell'organismo. Possono inoltre variare in funzione dell'età del paziente, della quantità e qualità dell'alimento introdotto ed essere influenzati anche dalla presenza di malattie concomitanti.

Di allergie alimentari sarebbero colpite solo 1-2 persone su 10 mentre le intolleranze alimentari avrebbero una percentuale più alta: 5-6 persone su 10.
Si capisce bene quindi l'enorme differenza….Le manifestazioni cliniche sono estremamente variabili, i sintomi non sono proporzionali alla quantità dell'alimento, ma alla qualità, non per niente sono frequenti reazioni trasversali tra alimenti della stessa famiglia o dello stesso gruppo biologico.
Come si può capire l'intolleranza è più subdola rispetto all'allergia; la maggior parte delle volte, inconsciamente, ci si convive.
I sintomi associati alla presenza di intolleranze alimentari possono essere:
- cefalee ricorrenti
- scarsa concentrazione
- depressione
- astenia ricorrente
- irritazioni vaginali
- congestione nasale
- sinusite
- bronchiti ricorrenti
- eczema
- acne
- psoriasi
- artrite giovanile
- crampi muscolari
- meteorismo
- diarrea
- sindrome del colon irritabile
- afte orali
- morbo di Chron
- attacchi di panico
- edemi
- alternanza del peso corporeo
- obesità
- cellulite

Interessanti teorie sono state avanzate sulle cause e i perché delle intolleranze alimentari.
Alcuni studiosi anglosassoni hanno osservato come la
parete intestinale svolga una funzione fondamentale nell'assorbimento dei cibi e nello stimolo del sistema immunitario.
Gran parte delle patologie umane dell'apparato gastrointestinale si potrebbero risolvere con discreta facilità se si tenesse in considerazione l'aspetto della flora batterica il più delle volte trascurato e l'alimentazione.

Altra teoria è quella di Selye, che ha individuato, con i suoi studi, come la
psiche influisca sulla salute del corpo e sul funzionamento del nostro sistema immunitario. Egli definisce lo stress come "il logorio a cui si viene sottoposti nella lotta giornaliera", alcuni stress sono chiaramente inevitabili, ma una piccola dose è sicuramente benefica.

Esistono
diversi metodi per testare le intolleranze alimentari; i più diffusi sono:
- test Kinesiologico
- Intradermoreazione
- Rast
- Cytotest

Il
test kinesiologico è il più semplice, anche se per molte persone il più sconosciuto. Il test kinesiologico è, in pratica, la misurazione della forza muscolare prima e dopo un'influenza esterna sull'organismo.
Se la forza muscolare rimane invariata l'influenza è stata neutra o positiva, se diminuisce, negativa.
Ogni muscolo può essere usato per effettuare il test, anche se per comodità si preferisce usare il braccio. Esistono varie ipotesi per spiegare questo meccanismo, una è quella del riflesso neurolinguale.
L'altra è quella del flusso di energia vitale; le diverse culture chiamano questa energia Prana, Chi o Ki, tutte si riferiscono allo stesso concetto: una forma di energia necessaria alla vita, non ancora individuata dalla fisica moderna, che scorre attraverso il corpo umano usando precisi canali.

Una risposta a come e cosa mangiare è data dalla
ALIMENTAZIONE SELEZIONATA E PERSONALIZZATA, che rappresenta l'integrazione fra il test kinesiologico, per l'individuazione di intolleranze alimentari, la cronobiologia , per comprendere a che ora si può assumere un alimento, e le combinazioni alimentari, mangiare un cibo con una verdura cotta non ha lo stesso valore energetico del mangiare lo stesso cibo con una verdura cruda.
Questa alimentazione ha la pretesa di volersi porre a metà strada tra la dieta mediterranea e la famigerata dieta Zona, poiché è ritagliata su misura, come un vestito, su ognuno in quanto capace di soddisfare le necessità energetiche di quella persona su cui è stata studiata.









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